02.

Una grammatica visiva

A visual grammar

Al di là del loro valore storico, i disegni delle sete lucchesi possiedono una qualità progettuale che un occhio abituato alla sintesi riconosce immediatamente: la capacità di ridurre piante e animali all’essenziale, il ritmo di una composizione modulare capace di generare armonia attraverso la sola ripetizione. È questa la ragione ad aver attratto verso questi tessuti lo sguardo di una visual designer: sono disegni che ragionano già in termini di sistema.


È proprio questo approccio sistemico che Margherita Tofanelli ha scelto di indagare, studiando il repertorio tessile lucchese come un insieme di regole da ricostruire. In ogni frammento convivono una logica precisa e un margine di variazione: un modulo che si ripete, un soggetto che diventa ornamento, una struttura che organizza la superficie. Sono gli stessi principi, motivo e ripetizione, differenza e variazione che governano oggi la grafica e la moda, e che qui si rivelano già scritti in un linguaggio tessile di secoli fa.


Da questa analisi nasce una grammatica visiva capace non solo di riconoscere i motivi decorativi lucchesi, ma di renderli leggibili come sistema aprendo così la strada alla loro rielaborazione contemporanea: una collezione di pattern che ne reinterpreta strutture e soggetti in un linguaggio grafico essenziale



Beyond their historical value, the designs of Lucca’s silks possess a design quality that an eye trained in synthesis recognises immediately: the ability to reduce plants and animals to their essentials, the rhythm of a modular composition capable of generating harmony through repetition alone. This is the reason these textiles caught the eye of a visual designer: they are designs that already reason in terms of system.

 

It is precisely this systemic approach that Margherita Tofanelli chose to investigate, studying Lucca’s textile repertoire as a set of rules to be reconstructed. In every fragment, a precise logic coexists with a margin of variation: a module that repeats, a subject that becomes ornament, a structure that organises the surface. These are the same principles, motif and repetition, difference and variation, that govern graphic design and fashion today, and that here reveal themselves already written in a textile language centuries old.

 

From this analysis comes a visual grammar capable not only of identifying Lucca’s decorative motifs, but of making them legible as a system, opening the way to their contemporary reworking: a collection of patterns that reinterprets their structures and subjects in an essential graphic language.

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