Nell’autunno del 2024 la Biblioteca Statale di Lucca ha ospitato Fonti sintetiche. Le biblioteche nell’era delle allucinazioni artificiali, un laboratorio ideato da Guido Segni nell’ambito di GIUNGLA, dedicato all’esplorazione del rapporto tra archivi, memoria e intelligenza artificiale. Partendo dai fondi e dalle collezioni della Biblioteca, i partecipanti sono stati invitati a costruire una narrazione storica plausibile ma mai accaduta, mettendo alla prova il nostro modo di attribuire autenticità alle fonti e di distinguere il vero dal verosimile.
Da questa esperienza prende forma DORIA. Lettere, cilindri e trasmissioni dall’archivio impossibile, un’ucronia costruita a partire dal patrimonio pucciniano conservato dalla Biblioteca Statale di Lucca. Il progetto immagina una piccola deviazione nella biografia di Giacomo Puccini: un evento minimo, quasi invisibile, che altera il corso della sua vicenda personale e apre a una diversa lettura della sua vita e del suo tempo. Attraverso lettere, registrazioni, testimonianze e documenti apparentemente autentici, il racconto intreccia invenzione e ricerca, portando alla luce aspetti reali ma poco noti dell’universo pucciniano.
A firmare il volume è Giuliano Budden, musicologo, archivista e studioso di fonografia storica. Ma anche Budden appartiene alla finzione: è un autore immaginario, creato per dare coerenza e credibilità all’archivio impossibile da cui emerge la storia di DORIA. La sua biografia, le sue ricerche e la sua voce critica sono parte integrante dell’opera e del dispositivo narrativo costruito dal progetto.
Giuliano Budden (Milano, 1955) è musicologo, archivista e saggista. Ha insegnato Storia della musica e Critica delle fonti presso l’Università degli Studi di Brescia-Valcamonica, con un’interruzione dell’attività didattica tra il 1989 e il 1992. Ha collaborato con il Centro Italiano per la Documentazione Musicale di Bologna e con l’Istituto Europeo di Studi Fonografici di Ginevra, dove ha condotto ricerche sui fenomeni di alterazione del segnale sonoro nei supporti a cilindro di primo Novecento.
Le sue ricerche si concentrano sull’opera lirica italiana tra Otto e Novecento, con particolare attenzione ai processi creativi sommersi, agli epistolari privati e alle prime testimonianze sonore della fonografia a cilindro, di cui ha più volte sottolineato, in sede di convegno, la capacità di restituire “non solo il suono, ma la soglia prima del suono”.
Ha curato edizioni critiche di epistolari inediti e contribuito a volumi collettanei sulla ricezione dell’opera pucciniana in Europa. Collabora saltuariamente con archivi privati e famiglie d’artisti per il recupero e la valorizzazione di materiali non destinati alla pubblicazione.
DORIA: Lettere, cilindri e trasmissioni dall’archivio impossibile è il suo primo lavoro a carattere narrativo: una scelta, come egli stesso dichiara, imposta dai materiali stessi.