Come costruiamo conoscenza?
→ Magiae Naturalis
Mostra di Josse Renda, a cura di Irene Panzani
Opening: giovedì 23 ottobre, ore 17.00 – 21.00
24 ottobre – 9 novembre 2025 | Piazza dell’arancio 22, Lucca
Orario martedì – venerdì: 16.00 – 20.00 (chiuso il lunedì)
Orario sabato e domenica: 10.00 – 13.00 | 16.00 – 20.00
Il civico 22 in Piazza dell’arancio si trasforma per GIUNGLA Remix di ottobre in un teatro-scrigno abitato dalle opere di Josse Renda. Non un’esposizione, un percorso narrativo che conduce dentro la sensibilità dell’artista: fragile e potente, lieve e profonda, come il segno che scava nella materia o come la parola che accende la visione.
La ricerca di Renda prende avvio dall’incontro con la fisiognomica delle piante di Giovan Battista della Porta, scoperta nella Biblioteca Cesare Bicchi dell’Orto Botanico di Lucca. Da lì nasce un dialogo ideale con il commediografo, scienziato e alchimista del Cinquecento, e con la sua opera più sorprendente: la Magiae Naturalis. Un libro-mondo, iniziato dall’autore a soli quattordici anni, che nei secoli ha intrecciato scienza, magia e immaginazione, anticipando lo stupore e le contraddizioni della modernità.
Renda raccoglie questa eredità e la rielabora attraverso pratiche artistiche e laboratori di drammaturgia speculativa, come quello realizzato con le alunne del Liceo Machiavelli di Lucca: un percorso che, tra aule storiche e gabinetti di scienze naturali, ha generato tarocchi autoprodotti, parole, segni e fogli da disegnare. Oggetti fragili e preziosi, capaci di aprire varchi nel reale e di restituire la dimensione dell’indicibile.
La sua ricerca non si ferma: prosegue in pellegrinaggi tra Italia, Germania e Francia, in dialogo con musei e istituti scientifici, alla ricerca di tracce, reliquie, meraviglie. È così che, dal Museo di Scienze Naturali di Napoli, riceve un manufatto inatteso – un enorme calcolo umano trasformato in opera d’arte – o che si lascia incantare in Francia dalla fiaba di Peau d’âne, tradotta in Italia da Collodi, dove il confine tra scienza e magia si dissolve nella forza della narrazione.
In tutto questo, il lavoro di Renda non è mai puro collezionismo, ma trasformazione: ogni frammento raccolto – una pietra, una foglia, un foglio di scarto – diventa vivo, parlante, trasfigurato in gesto artistico. È una pratica di poesia, un atto di incantamento: dare voce alla materia, restituire al mondo lo stupore che da esso si riceve.
Come scrive Milan Kundera, il poeta appartiene all’“età lirica”, quella giovinezza che interroga l’esistenza senza mai esaurirne le domande. Così Renda abita il mondo: con lo sguardo lirico, con un’inesauribile curiosità che trasforma l’accumulo quotidiano – taccuini, scarabocchi, appunti, condivisioni online – in un alfabeto visivo e poetico. Un gioco serio, che contagia, come quello di un bambino che costruisce il proprio mondo attraverso il divertimento.
Le sue opere, raccolte in questa mostra-teatro, sono inviti ad assumere lo stesso atteggiamento: vedere con occhi lirici, attraversare la giungla delle immagini e delle cose, lasciarsi sorprendere dalla metamorfosi. Entrare, infine, nella sua Magiae Naturalis: un’enciclopedia intima e incantata, dove scienza e magia si stringono ancora la mano.
Josse Renda è un artista visivo. Nel suo lavoro la pratica della pittura incrocia quella della scrittura e della ricerca collaborativa. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 2021 ha presentato la performance Mas Anjello en Holland, presso Superstudio Più, Milano; nel 2022 lo studio per Marsyas de Sybaris, presso Palazzo Bronzo a Genova, e quello su La vie merveilleuse de Gargantua et de Pantagruel ad Anversa. Ha partecipato ai progetti TU35, del Centro Pecci a Prato, a D’apres la Peinture, a cura di Stefania Rinaldi e CUT Prato, a Reperti, a cura di Irene Panzani e Shared Office For the Arts-SOFA, ex Ospedale Psichiatrico di Maggiano, Lucca, a De Pingendi Natura, Srisa Art Gallery, Firenze, a Mnemosyne | Le Grand Tour, Reggio Calabria, ed a cantiere sussidiario, Guilmi Art Project, Chieti.
→ Storta paura
Presentazione del libro di Josse Renda in conversazione con Irene Panzani
Martedì 4 novembre 2025 ore 18.00 | Ciclo Divino, via Michele Rosi 7, Lucca
Poi in sogno, la visione per questo insieme di parole, per mettere un punto
ho sognato di riprendere tutto quello che avevo scritto, i quaderni a quadri,
i fogli gialli, quelli ripiegati in sei parti, quadernetti, agende, fogli di lavoro,
scritte incastrate tra i disegni, le ho trascritte, ho tagliato poco o nulla,
ho messo da parte un po’ di vergogna, il disfacimento ha alla fine una sua
grazia, come l’incoerenza delle volte, questo è, sembrano dirmi alla fine, e,
non far finta d’altro, queste parole nate lì, ed in questi mesi ritornate qui in
gesti, soste, pitture, le avevo dimenticate come certe volte dimentico parole
dentro di me, o le metto a tacere, erano scritte nei fogli, sul corpo, ma anche
tra le mani, erano nelle pitture, nei cocci di terracotta ed in quelli di argilla,
ed ancora nell’armadio, nel cassetto anche quelli come diari.
Josse Renda
PASSATI
→ L’incanto della tecnologia
Incontro con Tommaso Guariento, ricercatore Università Ca’ Foscari di Venezia
Sabato 11 ottobre 2025 | 18.00 – 19.30 | Piazza dell’arancio 22, Lucca
La tecnologia e la magia, tradizionalmente viste come opposti – l’una efficace e razionale, l’altra inefficace e superstiziosa – condividono invece tratti comuni. La scienza stessa procede attraverso intuizioni e salti immaginativi, mentre la tecnologia non produce solo “disincanto” (Weber), ma anche “reincanto” (Federici). Una definizione antropologica di magia può intendersi come potenzialità trasformativa orientata al futuro, piuttosto che come inganno o come forza reale. Applicata alle intelligenze artificiali generative, questa idea mostra come la loro incomprensibilità generi un incanto: esse affascinano e insieme occultano la dimensione collettiva e sociale del sapere che producono. Seguendo De Martino, l’“ethos del trascendimento” descrive l’essenza di questo incanto tecnologico: un atteggiamento positivo e futuribile che affronta l’ignoto come possibilità di trasformazione. In questo senso, la magia non va intesa come dominio sul presente, ma come apertura verso ciò che deve ancora avvenire.
Tommaso Guariento ha conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Studi Culturali Europei presso l’Università degli Studi di Palermo nel 2015, presentando una dissertazione incentrata sul concetto di eterotopia in Michel Foucault. Precedentemente, ha ottenuto la Laurea Magistrale e Triennale in Filosofia presso l’Università degli Studi di Padova. Ha inoltre svolto periodi di ricerca come visiting scholar presso l’Université Paris-1 Panthéon Sorbonne e l’École des hautes études en sciences sociales (EHESS) di Parigi. Le sue competenze accademiche comprendono la filosofia e l’antropologia francese contemporanea, gli Visual Studies, gli Studi sull’Antropocene, l’evoluzione culturale, la semiotica e la filosofia politica. Attualmente, ricopre un incarico di ricerca post-dottorato nell’ambito del progetto ERC AIMODELS, dedicandosi allo studio delle molteplici manifestazioni dell’intelligenza collettiva, con un approccio che spazia dalla filosofia della mente ai sistemi complessi.
→ Progetto e mediazione. Esperienze in Italia tra arte, architettura e progettazione culturale (1968-1976)
Presentazione del libro di Sara Catenacci edito da Mimesis Edizioni, in conversazione con Francesca Leonardi, ricercatrice postdoc all’Università Roma Tor Vergata
Martedì 14 ottobre 2025 | 18 – 19.30 | Piazza dell’arancio 22, Lucca
Un itinerario poco noto unisce alcuni artisti, critici d’arte, architetti e designer che, negli anni Settanta, cercarono di sviluppare in Italia nuovi approcci creativi e di gestione culturale al di fuori di istituzioni e luoghi deputati, ponendosi al servizio di comunità marginalizzate. Tentativi che individuarono nel confronto con la città e in pratiche partecipate di lungo termine il proprio terreno di sperimentazione. Questo volume attraversa le periferie di Napoli, Roma e Milano. Osserva ogni esperienza nel suo specifico, immergendola nel dibattito post-1968 sul ruolo sociale dell’artista e delle istituzioni culturali. Arte e progettazione intersecavano allora sociologia, antropologia, semiotica, pratiche d’indagine biografica, didattica antiautoritaria ed ecologismo. Parole chiave come “progetto”, “creatività”, “ambiente” e “mediazione” caratterizzano queste esperienze e risuonano ancora oggi quando si discute di progettazione culturale e arte socialmente impegnata.
Sara Catenacci, storica dell’arte e professionista museale, è ricercatrice presso la Scuola IMT Alti Studi Lucca. Ha pubblicato contributi e articoli sulla storia delle esposizioni nel XX secolo, su esempi d’arte socialmente impegnata e al confine con architettura e design. Ha ricoperto ruoli di ricerca e curatela presso Biennale di Istanbul, Castello di Rivoli e MACRO – Museo d’Arte Contemporanea di Roma.