Magiae Naturalis

(Accademia dei Segreti)

Laboratorio di drammaturgia speculativa

 

Vieni da me     ti devo dire

una cosa          e non la so dire

una cosa che prende forma

una cosa con un nome nuovo

una nuova dimensione

un nuovo uso

una nuova illusione

è qui intorno        ed è nei tuoi occhi

una cosa lucida    una cosa solo per te

una cosa che non devo vedere

è nelle mie orecchie       una cosa molto risonante

una cosa che tu non devi sentire

una cosa solo per me

 

Mina Loy, da Songs to Joannes del 1917.

 

 

Tutto è in tutto, afferma Paracelso, medico ed alchimista, nella sua concezione panteistica dell’universo, un mondo il suo popolato di esseri umani tempestati di stelle, i cui organi dialogano con i pianeti, il sole, le stelle, ed ogni vita porta in sé il firmamento.

Tutto è in tutto, ciò che è in alto come ciò che è in basso; ed i caratteri umani non sono poi così dissimili da quelli degli animali, sostiene Giambattista Della Porta, che nel 1586 pubblica a Napoli il suo ‘De humana physiognomonia’, per poi estendere le analogie al regno vegetale, pubblicando nel 1588 la sua ‘Phytognomonica’ o Fisionomia dell’herbe, ed ancora nel 1603 ‘Coelestis Physiognomonia’, che è quasi un libro di astrologia. Protagonista della scienza rinascimentale, al Della Porta, si devono importanti contributi nel campo della chimica, dell’ottica, e del magnetismo; ebbe rapporti con i maggiori pensatori del suo tempo, tra i quali Paolo Sarpi, Campanella e Galileo. Filosofo, alchimista, commediografo, razionalità scientifica rinascimentale e magia convivono nella sua visione della natura.

Partendo dal trattato del Della Porta sulla Fitognomica, di cui un esemplare è presente nella Biblioteca del Museo ‘Cesare Bicchi’ dell’Orto botanico di Lucca, ed intrecciandosi ad altri volumi dell’autore, il laboratorio si inserisce all’interno delle riflessioni e delle domande di GIUNGLA.

Il percorso si propone in incontri durante i quali gli strumenti linguistici sono via via affiancati da una serie di esplorazioni visuali, vocali, performative, per arrivare alla composizione di un primo Studio, che dal reale approdi ad una narrazione in cui ricerca e speculazione narrativa, scrittura fictionale e dato scientifico possano convivere. 

Il laboratorio si avvale di un lavoro sulla costruzione dello spazio fisico per la performance/narrazione, e dell’utilizzo della fotografia. É affiancato dalla rilettura che nel 1976 la filosofa Luisa Muraro ha dato dell’autore nel suo ‘G. Della Porta, mago e scienziato’, e dagli studi di Adalgisa Lugli, contenuti in ‘Naturalia e Mirabilia; il collezionismo enciclopedico nelle wunderkammer d’Europa’.

È previsto un momento di restituzione della ricerca, aperto al pubblico, in forma di installazione o traccia sonora.

 

JOSSE RENDA

Josse Renda (1994) è un artista visivo, nel suo lavoro la pratica della pittura incrocia quella della scrittura e della ricerca collaborativa. Ha studiato all’Accademia di Belle Arti di Brera. 

Nel 2021 ha presentato la performance Mas Anjello en Holland, presso Superstudio Più, Milano;  nel 2022 lo studio per Marsyas de Sybaris, presso Palazzo Bronzo a Genova, e quello su La vie merveilleuse de Gargantua et de Pantagruel ad Anversa. 

Ha partecipato ai progetti TU35, del Centro Pecci a Prato, a D’apres la Peinture, a cura di Stefania Rinaldi e CUT Prato, a Reperti, a cura di Irene Panzani e Shared Office For the Arts-SOFA, ex Ospedale Psichiatrico di Maggiano, Lucca, a De Pingendi Natura, Srisa Art Gallery,  Firenze, a Mnemosyne | Le Grand Tour, Reggio Calabria, ed a cantiere sussidiario, Guilmi Art Project, Chieti.