Concept
Giungla edizione 2023
12-15 Ottobre

Giungla nel 2023 è bucolica, si interroga sull’incantamento della natura, ma anche sul disincanto. Vi conduce dentro e fuori la città come un pifferaio magico, tra nuove produzioni artistiche, workshop ed incontri.

“Il paesaggio è un mostro” afferma Annalisa Metta. Lontano da una visione bucolica, idilliaca di un territorio vergine e incontaminato, di una natura libera dall’intervento di noi umani o di altri essere viventi, il paesaggio è un un mostro perchè artificiale, artefatto, mediato e combinato dai progetti che animali più o meno sociali sviluppano da secoli per i loro bisogni e desideri. 

Giungla bucolica gioca su un ossimoro e sulle apparenti contraddizioni che convivono nella realtà. Ma, d’altronde, in questo mondo esiste il terrore del sublime, come un’eruzione vulcanica, e la sorpresa sempre nuova di un fiore che sboccia, l’orrore degli ecomostri vicino alla costa e la bellezza della terra dissodata, la razionalità scientifica delle coltivazioni intensive e l’anarchia dei terreni incolti.

Giungla 2023, partendo dall’Orto botanico di Lucca dove è nata, in connessione con il giardino della Biblioteca Agorà dedicato a Pia Pera ed il Complesso di San Micheletto, abita anche luoghi “bucolici”, campestri, pastorali, portando la produzione d’arte contemporanea di giovani artisti nelle aziende agricole Colle di Bordocheo e Il Gobbo.

Verde urbano, campagna, “Terzo paesaggio”,  la natura cambia nome come cambia rapporto con l’umano. Attraverso questa giungla di parole e significati, si schiude il programma del festival, riconfermando la volontà di creare un contesto vivace e favorevole per  la trasmissione di saperi e la creazione di nuove opere fortemente legate all’eredità culturale di Lucca.

Tiphaine Calmettes ha lavorato il bambù per realizzare un’installazione che tra arti decorative e funzionalità dell’oggetto mette in evidenza il rapporto tra natura e cultura portandoci a sognare ad occhi aperti – La rêveuse rêvant d’une rêveuse rêvant. Elisa Muliere ed i Disfònia ensemble hanno interpretato le forme di piante del patrimonio dell’Orto Botanico come pattern per immagini e suoni in una composizione unitaria – mur | mur – che rimormora nel sotterraneo del Baluardo S. Regolo. All’allerbaggio di Gabriella Ciancimino fa da introduzione poetica, portando la voce di Libereso Guglielmi, giardiniere della famiglia Calvino, tra piante pirata. Sotto un tetto di olivi, Soliné sussurra alle orecchie degli spettatori estratti di un racconto, come un menestrello riporta Wind Tales creando una scena sospesa tra realtà e fantasia. E anche il percorso visivo e gustativo di Gerolamore – Bou Kòlos – ci fa pascolare al tramonto sulle colline, in un dispositivo che interroga il concetto di bucolico in maniera giocosa.

Non meno poetici, gli etnobotanici Andrea Pieroni e Renata Soukand ci accompagnano dal bosco incantato delle Parole d’oro (Vorno) all’Orto Botanico, per scoprire piante di qui e d’altrove in un laboratorio che evidenzia la compresenza di territori viventi diversi sullo stesso suolo. Ma una Ribellione bucolica scompiglia le carte, Josse Renda e Cinzia Turla con un manipolo di bambini rivoluzionano l’ecosistema. 

A chiusura di Giungla, ricordiamo insieme Italo Calvino – nel giorno stesso del suo compleanno – attraverso il rapporto particolare che lo scrittore ha tessuto con Libereso Guglielmi ed altri amanti di lettere ed esseri viventi: una festa a cui chiunque può partecipare, leggere i suoi testi del cuore, ascoltare le parole di altri, osservare come il linguaggio si trasforma in danza.